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Storia di Niscemi

Niscemi è un comune italiano di 27.523 abitanti della provincia di Caltanissetta in Sicilia.

È il terzo comune della provincia per numero di abitanti dopo Gela e Caltanissetta.

Il nome Niscemi deriva dall'arabo nasciam che significa “olmo”.

Il comune di Niscemi nella provincia di Caltanissetta

         

Indice

Geografia

Il centro abitato è situato su un altopiano, posto a 332 metri dal livello del mare. Il comune ha una superficie di 9.654 ettari per una densità abitativa di 282 abitanti per chilometro quadrato. Niscemi è situata su una collina rientrata nella parte dei Monti Erei e alle pendici degli Iblei, con un fantastico panorama occidentale sulla vallata del fiume Maroglio e la Piana di Gela. Niscemi dista 98 km da Caltanissetta, 90 km da Catania, 89 km da Enna, 195 km da Messina, 227 km da Palermo, 59 km da Ragusa, 127 km da Siracusa e 326 km da Trapani. Qualora dovesse formarsi la provincia del Calatino, il Comune ha chiesto di aderire.

Storia

Origini


Uno scorcio del viale Angelo D'Arrigo

Il passato storico della cittadina niscemese si può ricostruire grazie ai resti dei primi insediamenti, che fanno riferimento alla cultura sicula e sicana, ed alle necropoli con le tombe a tholos e a forno, risalenti al XIII secolo.

Si racconta che nel 1599, Andrea Armao, un pastore del bosco di "Santa Maria" (vecchio nome della città), avesse smarrito un bue, Portagioia, e -dopo averlo cercato invano nella boscaglia- lo trovò chino (si disse in ginocchio) davanti a una fonte di acqua dove vi era l'immagine di una Madonna (secondo la leggenda dipinta da mani angeliche su una tela di seta). Lì venne costruita una chiesa che rappresentò il centro del piccolo nucleo di abitazioni; anche nei tempi attuali, nonostante la posizione in periferia, la chiesa ricopre una notevole importanza simbolica per gli abitanti di Niscemi.

L'origine di Niscemi risale al 1629, grazie alla fondazione da parte del principe di Butera, Giuseppe Branciforte, che nel 1627 ottenne dal sovrano Filippo IV la nomina di principe di Niscemi. L'attuale centro abitato fu ricostruito dopo il 1693, anno in cui si verificò il terribile terremoto che distrusse buona parte della Sicilia orientale e rase al suolo l'antico borgo feudale.

Il 10 ottobre 1838 re Ferdinando II con tutto il suo seguito passò da Niscemi. Il 12 gennaio 1848 la città prese parte all'insurrezione popolare contro il governatore borbonico e il 24 maggio 1860 aderì alla rivoluzione garibaldina.

XX secolo

Il 12 ottobre 1997 si verificò a Niscemi una frana di vaste proporzioni che lasciò senza casa centinaia di persone; la chiesetta delle Sante Croce subì gravi danni e in seguito fu abbattuta assieme ai fabbricati più pericolanti. Nell'ultimo decennio, il paese è stato soggetto a una escalation di problemi di legalità, fino a portare nel 2003 al commissariamento dell'interno della giunta comunale e alla sfiducia del sindaco per condizionamento mafioso.

Luoghi d'interesse

Il centro storico


La piazza

Il centro storico risale alla seconda metà del XVII secolo. La piazza Vittorio Emanuele III ha forma rettangolare; su di essa si affacciano la Chiesa Madre, quella dell'Addolorata e il Palazzo del Municipio; esso venne costruito tra il 1870 e il 1882, in stile neoclassico. Da ricordare inoltre la Chiesa Madre intitolata a Santa Maria dell'Odigitria e la settecentesca chiesa intitolata all'Addolorata.

Belvedere

Il belvedere è una terrazza panoramica che offre una magnifica vista sulla piana di Gela e sulla vallata del fiume Maroglio. È uno dei più bei panorami della Sicilia. Fu costruito in stile barocco, all'inizio del XIX secolo, ed è a forma rotondeggiante contornata da ringhiera e panche in ferro battuto; è definito u tunnu (cioè "la rotonda") e rappresenta la meta finale della passeggiata nel centro storico.


Scalinata del viale Angelo D'Arrigo

Nella zona sottostante al belvedere hanno recentemente costruito un viale dedicato all'aviatore italiano Angelo D'Arrigo, offrendo sempre di più una vista panoramica sulla piana di Gela.

Museo della Civiltà Contadina

Il Museo della Civiltà Contadina narra infatti la sua storia cominciando dalla civiltà contadina. I pezzi che vi sono racchiusi sono stati regalati da alcuni cittadini al Lions Club di Niscemi che ha provveduto a raccoglierli all'interno di un edificio. Attualmente dei circa 2000 pezzi, la Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta, con proprio decreto ne ha catalogati e vincolati oltre 650. Un'ala del museo, la sala conferenze, ospita una volta al mese pomeriggi culturali che vedono partecipi i cittadini niscemesi.

Museo Didattico di Storia Naturale 

Il Museo Didattico Comprensoriale di Storia Naturale nasce nel dicembre del 1989 allo scopo di rendere noti gli aspetti geografici e naturalistici dell'area della Sicilia centro-meridionale ricadente per buona parte nel territorio della bassa provincia nissena e compresa tra i fiumi Salso e Dirillo, rispettivamente ad ovest ed est, e a nord limitata da corsi d'acqua minori (torrente Braemi e Nociara, fiume dell'Elsa e del Tempio). Essa comprende ecosistemi ed emergenze floristiche e faunistiche che hanno giustificato la creazione di alcune riserve naturali, come la locale Sughereta, il Bosco di Santo Pietro e il Biviere di Gela. Di suddetta zona è stata raccolta una grande messe di dati di ordine geografico, geologico, paleontologico, faunistico e floristico, che unitamente a reperti ritrovati sul campo o ricevuti in dono, ha costituito oggetto delle varie unità ostensive. Il Museo, inizialmente gestito dalla locale sezione WWF, è passato in gestione, nel 1995, al Centro Educazione Ambientale.

Biblioteca Comunale [modifica]

Originariamente collocata in via Vacirca, nel 2006 è stata trasferita in via IV novembre, in un edificio risalente al XIX secolo. Sono presenti circa 16000 volumi catalogati. La biblioteca è intitolata alla memoria di Mario Gori.

Il centro socio culturale [modifica]

Costruzione avviata sul finire degli anni novanta, è stata intestata nel 2007 alla memoria dell'ex sindaco Totò Liardo, scomparso prematuramente tre anni prima. Attualmente è, esclusivamente, sede di uffici comunali e sale multimediali.


Parapendio Angelo D'Arrigo

Parapendio 

Nella zona sottostante tra il belvedere e il quartiere Sante Croci vi è situata una piccola sede per appassionati di parapendio. La sede è stata dedicata all'aviatore italiano Angelo D'Arrigo recentemente scomparso.

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Economia 

L'economia del paese è prevalentemente di tipo agricolo. Fra i prodotti più coltivati vi sono carciofi, pomodori, uva e olio di oliva. La produzione del carciofo costituisce il perno dell'economia niscemese: esso viene sponsorizzato e pubblicizzato in una sagra annuale (Sagra del Carciofo), che si tiene con cadenza annuale tra il mese di aprile ed il mese di maggio.

Personalità legate a Niscemi

Quartieri


Panorama dal Belvedere

Sperlinga 

Il quartiere Sperlinga è situato nell'area a Nord-Est della città ed è abitato da circa 4000 abitanti. Si snoda tra la via Aldo Moro, collegata alla via Mario Gori, e la via Pier Santi Mattarella, da cui, tramite sentieri sterrati, si perviene ai quartieri Fico Scibona e Serbatoio. Il quartiere ha avuto una notevole espansione urbanistica a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta. Attualmente è contraddistinto da uno stato di degrado considerevole: la maggior parte delle strade non sono asfaltate, sono presenti numerose discariche abusive a cielo aperto e mancano le principali opere di urbanizzazione primarie.

Altri Quartieri

  • Madrice
  • Vacirca
  • Sante Croci
  • Canale
  • "Sperlinga"
  • Trappeto
  • Firriato
  • Macello
  • Piano Mangione
  • Poggio Placenti
  • Pirillo'
  • Canalicchio
  • Poggio Tripoli
  • Serbatoio
  • Vascelleria
  • Fico Scibona
  • Poggio Madrice
  • Scoperto Maugeri
  • Carbone
  • Spasimo
  • Cimitero Vecchio
  • Cimitero Nuovo
  • Purgatorio
  • Madonna
  • Grazie
  • Addolorata
  • S.Antonio
  • S.Giuseppe

 

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