CHIESA DELL'ADDOLORATA
Venne costruita tra il 1752 e
il 1764 a spese della confraternita del SS. Crocifisso della congregazione
di m. SS. Addolorata, su progetto del capomastro Silvestro Gugliata, che
si ispirò allo stile di Rosario Gagliardi. È una pregevole
opera di architettura barocca a pianta ottagonale allungata, quasi ellittica,
che presenta un raffinato gioco di membrature in pietra scura messo in risalto
dal contrasto dell'intonaco chiaro della parete di fondo. Il 14 dicembre
del 1769 un evento triste si abbattè sul popolo niscemese: la chiesa
ospitava il quadro sacro dell'immagine della Madonna del Bosco quando, improvvisamente,
durante la notte, il fuoco, sprigionatosi da due candele, lo ridusse in
cenere. La sciagura incise profondamente sugli animi, ma non nocque: un
monaco esperto di Caltagirone ne dipinse l'immagine ed ebbe cura di mescolare
le ceneri del precedente quadro serico ai colori della riproduzione. Il
germe divino era, ed è, ancora presente. Le opere di maggiore importanza
custodite all'interno di essa sono: la tela "la Sacra Famiglia con
S. Filippo Neri" di ignoto settecentesco e l'affresco con"Cristo,
la Madonna e S. Giovanni Evangelista" opera settecentesca di Gasperino
Vizzini. Nell'altare Maggiore è posta la raffigurazione di "Cristo
in Croce" in legno di cipresso scolpito nel 1760 da Antonino Lo Verde,
di Licata. (Testi tratti dall'opera "Geografia antropica" di Angelo
Marsiano e foto tratte dalla rivista Kalòs supplemento al n. 4, anno
12). (P.S. Foto a Pag. 29 n. 42, 43; e pag. 30 n. 44 della rivista kalòs).
