IL MUSEO DELLA CIVILTA' CONTADINA "ANGELO MARSIANO"
Il
Museo della Civiltà Contadina, dedicato ad Angelo Marsiano, raccoglie
circa 2.000 oggetti, utensili e manufatti legati alla vita dei contadini
e degli artigiani niscemesi. Il museo è suddiviso in quattro sale:
nella prima sono esposti alle pareti intagli e coperte, abiti contadini,
indumenti e giocattoli per bambini realizzati rigorosamente a mano; attraverso
un breve corridoio in cui è raccolta la documentazione sulla realizzazione
del museo, si accede alla seconda sala, dedicata alle attività artigianali,
in cui sono esposti gli strumenti di lavoro ed i pezzi di pregevole manifattura
locale dei vasai dell'epoca, vi sono, inoltre, le sezioni dedicate al fabbro-maniscalco
e un'intera falegnameria offerta da un unico donatore; la terza sala è
dedicata al barbiere, al calzolaio e allo scalpellino, quest'ultimo famoso
per essere stato un esperto intagliatore della pietra locale di Pilacane,
nota nella zona per la sua pregevole versatilità ad essere intagliata
e per la sua durezza, infatti numerose sono le testimonianze sparse per
tutto il centro storico; in ultimo, si entra nella quarta sala in cui è
riprodotta la tipica casa contadina niscemese costituita da un unico vano
con la cucina a legna vicino alla mangiatoia degli animali, lo spazio per
il carretto e un mezzo solaio ricavato sopra la zona notte. Inoltre, completano
il museo, una raccolta di dipinti e foto d'epoca raffiguranti momenti della
vita contadina e del lavoro artigiano.
MUSEO DIDATTICO
Viene realizzato nel 1989 grazie ad un contributo dell'Amministrazione Provinciale di Caltanissetta e, da allora, è stato sostenuto dal Comune di Niscemi, che ha provveduto alle spese di mantenimento e manutenzione. Inizialmente gestito dalla locale sezione WWF, è passato nel 1995 al Centro di Educazione Ambientale che lo ha arricchito ed ampliato. Attualmente, attende una più consona sistemazione in alcune sale del Centro Culturale di Piano Mangione, che si spera possa venire ultimato tra pochi mesi. Il nuovo allestimento avverrà su progetto congiunto del CEA e dell'SWF (Fondo Siciliano per la Natura), associazione, quest'ultima, dalla comprovata esperienza in campo museografico. Fin dalla sua apertura, il Museo è stato punto di riferimento per i cittadini, turisti e per quanti (scolaresche, docenti e studiosi) hanno voluto documentarsi sugli aspetti naturalistici del comprensorio gravitante attorno alla piana di Gela. L'esposizione in chiave didattica, i diorami, la cartografia, l'iconografia originale e soprattutto il rigore scientifico, hanno riscosso lusinghieri apprezzamenti anche da parte degli specialisti del settore. La struttura si compone delle seguenti quattro sezioni: Sez.I Geografia fisica, Geologia, Paleontologia Una serie di pannelli fa il punto su geografia e paleogeografia, clima e suolo, geologia e paleontologia, ma anche su dissesto ambientale e inquinamento del comprensorio. Il tutto con dovizia di fonti iconografiche e cartografiche. I reperti sistemati in vetrine riguardano i fossili con particolare riferimento a quelli Calabriani del tavolato Niscemi-Caltagirone e a quelli Tortoniani e Messiniani (rispettivamente resti di Cetacei e Ittioliti) dei complessi collinari arenaceo-argillosi più interni. Interessanti sono le rocce coralligene, accompagnate da relativa fauna di scogliera, provenienti da massi esotici individuati nel Mazzarinese.Una vetrina viene dedicata alla cristallografia e alla mineralogia. In essa sono evidenziati gli elementi della serie solfifera siciliana della quale sono prevalenti quelli inferiori (data la marginalità di buona parte del territorio in oggetto rispetto al bacino di Caltanissetta) e il deposito dei trubi, indice della ricostituzione di condizioni marine normali dopo la crisi di salinità miocenica. Sez.II Gli ambienti boschivi e le sugherete di Niscemi e S.Pietro Viene evidenziato, innanzitutto, il ruolo del manto vegetale nella protezione del suolo dall'erosione e nella prevenzione di frane e smottamenti. Inoltre, vengono introdotti i concetti del bosco non solamente quale laboratorio di biodiversità e perciò luogo di studio per naturalisti, ma anche posto ricreativo per quanti, sportivi o meno, prediligono le attività all'aria aperta. I materiali esposti si riferiscono soprattutto alla fauna dei Vertebrati (Uccelli, Rettili e Mammiferi) e a quella entomologica (Insetti). Oltre ai tipici uccelli legati all'ambiente boscato, fa spicco un esemplare impagliato di aquila del Bonelli, che a quanto pare, risulta essere stato l'ultimo presente nella zona di M.Gibliscemi. Tra i Rettili figurano Testuggini, Sauri e serpenti raccolti morti in natura; di essi vengono forniti ragguagli sulla biologia nutritiva e riproduttiva. Numeroso anche il repertorio dell'entomofauna, con Lepidotteri, Coleotteri, Emitteri, tipici della sughereta: dalle farfalle esclusive del querceto, ai grossi cerambici. Abbastanza ricco il campionario relativo alla flora. In un erbario di fogli trasparenti figurano numerosissimi esemplari in "exiccata" accompagnati da relative foto; tra tutti spiccano quelli contenenti orchidacee ed altri elementi della flora nobile. Sez.III Gli ambienti umidi e il Biviere di Gela In questa sezione, oltre ad esporre le generalità e l'utilità di questi importanti ecosistemi, si fa riferimento in particolar modo al Biviere di Gela, lago salmastro relitto di importanza internazionale (Convenzione di Ramsar) in quanto luogo di sosta per un gran numero di uccelli migratori. Nelle vetrine si possono osservare esemplari impagliati recuperati per lo più da privati che intendevano disfarsene pressati dalla più rigorosa normativa. Va sottolineato come nessuno degli animali è stato ucciso per essere esposto e che il Museo non dispone volutamente di laboratorio tassidermico. Gli animali vivi che giungono al CEA vengono rilasciati nei loro ambienti naturali, mentre quelli debilitati o feriti vengono fatti pervenire ai centri recupero della fauna selvatica. Una vetrina è dedicata anche agli anfibi, rappresentati nel territorio da rane, raganelle, rospi e discoglossi.Tra gli invertebrati, meritano menzione le collezioni di molluschi terrestri e di insetti acquatici. Fra questi ultimi, spiccano gli Odonati (libellule e damigelle) con specie rare o esclusive della fauna sicula. Abbastanza completo il repertorio delle piante legate ai luoghi umidi e al litorale; di esse se ne fornisce l'esemplare essiccato corredato dai dati di ritrovamento e da una iconografia originale. Sez.IV Ecologia. Le dune e il litorale. L'ambiente rurale. In quest'ultima sezione vengono affrontati importanti temi di sinecologia, ossia riguardanti i rapporti tra i viventi: dalla simbiosi mutualistica all'inquilinismo, dal parassitismo alla predazione ecc. Ampiamente trattati anche i temi del mimetismo nelle sue varie forme (omomorfismo, omocromismo, simulazione di odori, pseudoaccoppiamento tra insetti e orchidee ecc.). Ogni pannello illustrativo viene affiancato da una vetrinetta ove sono ricostruite le situazioni reali. Sono stati realizzati, ancora, diorami che ripropongono l'ambiente dunale e quello rurale: il primo per porre all'attenzione del visitatore quel poco che rimane di un ecosistema, i Macconi di Gela, di straordinaria valenza ecologica; il secondo, per evidenziare la flora e la fauna dei luoghi antropizzati ed i relativi adattamenti. Particolarmente gradite, soprattutto agli scolari, alcune ricostruzioni di microhabitat come quello riguardante il soprasuolo e il sottosuolo, o altri che svelano la vita nascosta nei legni morti e sotto le pietre.
