La città di Niscemi

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Niscemi è un comune italiano di 27.932 abitanti della provincia di Caltanissetta in Sicilia. È il terzo comune della provincia per numero di abitanti dopo Gela e Caltanissetta.

Geografia fisica

Territorio

Il centro abitato è situato su un altopiano posto a 332 metri dal livello del mare. Il comune ha una superficie di 9.654 ettari per una densità abitativa di 282 abitanti per chilometro quadrato. Niscemi è situata su una collina rientrata nella parte dei Monti Erei e alle pendici degli Iblei, con un panorama occidentale sulla vallata del fiume Maroglio e la Piana di Gela. Niscemi dista 76 km da Caltanissetta, 90 km da Catania, 66 km da Enna, 195 km da Messina, 227 km da Palermo, 59 km da Ragusa, 127 km da Siracusa e 326 km da Trapani.

Storia

Origini

I primi insediamenti nel territorio di Niscemi risalgono al IX secolo, quando gli arabi costruirono un borgo fortificato di Fata-nascim (passo dell’olmo).

Testimonianze successive si possono ricostruire grazie alla presenza delle necropoli con le tombe a tholos e a forno nelperiodo castellucciano, risalenti al XIII secolo. A conferma di ciò, un passo del Dizionario Topografico della Sicilia, redatto daVito Amico riporta: «sia nei fianchi che nelle falde del colle occorrono sepolcri anche per corpi giganteschi, monete di ogni metallo, vasi, lucerne, ampolle, e più di un pavimento saccheggiato coll’epigrafe Alba si è rinvenuto».

A seguito della conquista normanna, il nome della città divenne, con diploma del 1143, Nixenum. Diventato un feudo rustico il territorio subì radicali mutamenti fin quando, nel 1324, un ramo della famiglia Branciforte, si trasferì da Piacenza in Sicilia (XIII secolo) e comprò la terra di Nixenum.

Ma la tradizione fa risalire la nascita del paese al racconto che nel 1599, Andrea Armao, un pastore del bosco di Santa Maria(che divenne poi il nome della città), avesse smarrito un bue, di nome Portagioia, e, dopo averlo cercato invano nella boscaglia, lo trovò chino davanti a una fonte di acqua dove vi era l’immagine di una Madonna, secondo la leggenda dipinta da mani angeliche su una tela di seta. Lì venne costruita una chiesa che rappresentò il centro del piccolo nucleo di abitazioni. Anche in tempi attuali, nonostante la posizione in periferia, la chiesa ricopre una notevole importanza simbolica per gli abitanti di Niscemi.

Nel 1627 Giuseppe Branciforte, allora principe di Butera, ottenne dal sovrano Filippo IV la nomina di principe di Niscemi.

Nel 1693 il terremoto del Val di Noto, che distrusse buona parte della Sicilia orientale, danneggiò buona parte del borgo di Niscemi, pur non provocando vittime. Si rese necessaria la ricostruzione di gran parte dell’abitato, tuttavia la planimetria non mutò, ma le principali chiese furono ricostruite nel luogo originale di edificazione.

Età contemporanea

Il 10 ottobre 1838 re Ferdinando II con tutto il suo seguito passò da Niscemi. Il 12 gennaio 1848 la città prese parte all’insurrezione popolare contro il governatore borbonico e il 24 maggio 1860 aderì alla rivoluzione garibaldina. Negli anni quaranta imperversò il banditismo nel territorio, con la famosa Banda dei Niscemesi di Rosario Avila e Salvatore Rizzo.

Il 12 ottobre 1997 si verificò un evento franoso che interessò il comune di Niscemi. La frana non causò vittime ma provocò il danneggiamento di decine di edifici e lo sfollamento di 117 famiglie[4] del quartiere Sante Croci della città. Complessivamente rimasero senzatetto circa cinquecento persone. Risultò particolarmente danneggiata la Chiesa delle Sante Croci che, successivamente, fu demolita. Gran parte delle case che furono danneggiate erano state costuite abusivamente nel corso degli anni sessanta.

Monumenti e luoghi d’interesse

Centro storico

Piazza Vittorio Emanuele III

Piazza Vittorio Emanuele III

Il centro storico risale alla seconda metà del XVII secolo. La piazza Vittorio Emanuele III ha forma rettangolare e su di essa si affacciano la Chiesa Santa Maria d’Itria e la Chiesa dell’Addolorata, oltre che il Palazzo di Città. Quest’ultimo fu costruito tra il 1870 e il1882, in stile neoclassico.

Architetture religiose

  • Chiesa Santa Maria D’Itria, sorge in piazza Vittorio Emanuele III. Ricostruita dopo il terremoto del 1693 a partire dal 1742 con il contributo della popolazione e sotto la direzione dell’architetto messinese Giuseppe La Rosa, è una chiesa a croce latina con tiburio centrale, presenta quattro nicchie laterali con le statue degli evangelisti Giovanni e Marco e gli apostoli Pietro e Paolo. La facciata è incompleta nel fastigio terminale. Gli interni furono decorati tra il 1863 e il 1864.
  • Chiesa dell’Addolorata, fondata nel 1753, sul sito di una rusticana aedicula, ad opera dell’architetto calatino Silvestro Giugliara. La sua architettura si sviluppa intorno ad uno spazio centrale a forma di ottagono allungata a navata unica con portale ad arco. All’esterno esibisce un raffinato prospetti settecentesco della Sicilia barocca. La facciata presenta una convessità rimarcata dalle quattro lesene, concluso dal profilo ondulato del coronamento della cella campanaria raccordata alla fabbrica da eleganti volute. Una mostra in pietra incornicia il portale d’ingresso e la finestra sovrastante.
  • Chiesa di Sant’Antonio da Padova, ricostruita anch’essa dopo il terremoto, a partire dal 1746, fu restaurata nel XX secolo. È una chiesa a navata unica, a pianta rettangolare, con campanile a torre (posto insolitamente nel lato posteriore dell’edificio) e sagrestia addossata. La facciata è in intonaco liscio, con fastigio terminale in forma di piccolo frontone triangolare. Il portale in conci di pietra è decorato a bassorilievo.
  • Chiesa Maria SS. della Grazia, edificata nel 1773, sorge ad ovest di piazza Vittorio Emanuele III e fu salvata dall’abbandono nel 1947. Fu edificata sui resti di una primitiva chiesetta rustica della Niscemi feudale per volontà del barone Iacona con il consenso del principe Ercole Michele Branciforte. La facciata fu completata nel XIX secolo ed è ripartita in tre ordini, di cui l’ultimo accoglie la cella campanaria ed il secondo un’edicola con la statua di San Gaetano. L’interno è ad un’unica navata, con volte a botte e ricca decorazione a fresco tipicamente barocca. Ci si riferisce ad essa, pur inappropriatamente, come Chiesa di Santa Lucia.
  • Santuario Maria SS. del Bosco, sorge su resti di una piccola cappella distrutta dal terremoto. Fu edificato tra il 1749 ed il 1758 sotto la direzione del capomastro e architetto Silvestro Gugliara. La chiesa è ad una sola navata con pianta ellittica allungata, la facciata è in stile barocco e presenta un’equilibrata compostezza e sobrietà nelle decorazioni. La chiesa conserva in una piccola nicchia le pietre costituite da due candelieri e dalla base che sosteneva la croce, rinvenute, secondo la tradizione, nel1599 in occasione del rinvenimento del quadro della Madonna. L’altare maggiore raffigura angeli che, guidati dalla mano di Dio, reggono il sacro dipinto della Madonna nel gesto di portarlo verso la fonte del ritrovamento. Dietro la pala, una nicchia custodisce una copa del quadro, opera di un monaco di Caltagirone, perché l’opera originale si perse in occasione di un incendio verificatosi nel 1769 mentre si trovava presso la chiesa Santa Maria d’Itria. I due altari laterali sono dedicati a San Benedetto e San Giovanni Nepomuceno. La cripta sottostante conserva il pozzetto con la vena d’acqua in cui, si narra, venne trovato il sacro velo con l’immagine della Madonna: indicata come Cappella dell’acqua Santa, dal 1998 è anche battistero.

Sono presenti altre architetture religiose di valore artistico e monumentale nella città.

  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa Anime del Purgatorio
  • Chiesa Sante Croci (danneggiata dalla frana del 1997 e successivamente demolita)
  • Chiesa San Francesco
  • Chiesetta Madonna dello Spasimo
  • Convento di San Francesco
  • Convento Maria SS. delle Grazie

Architetture civili

  • Palazzo Branciforte, costruito nel 1824 è il più antico edificio civile sopravvissuto. Fu fatto realizzare da Margherita Branciforte, duchessa di Mondragone.

Sono presenti altri edifici storici di rilevanza culturale.

  • Palazzo Iacona-Giardini
  • Palazzo Romano
  • Palazzo Malerba Alfonso
  • Palazzo Masaracchio (via Regina Margherita)
  • Palazzo Camiolo
  • Palazzo Malerba Antonio
  • Palazzo Iacona-Castronovo
  • Palazzo Iacona-Gallo
  • Palazzo Saita (via Garibaldi)
  • Palazzo della Pretura
  • Palazzo Preti
  • Palazzo Runza
  • Palazzo Malerba (via IV novembre)
  • Palazzo Vacirca
  • Palazzo Saita (piazza Vittorio Emanuele III)
  • Palazzo Samperi
  • Palazzo Masaracchio (piazza Vittorio Emanuele III)
  • Palazzo Gagliano (piazza Vittorio Emanuele III)
  • Palazzo Le Moli (via Le Moli)
  • Palazzo Gagliano (via Gagliano)
  • Palazzo Cavalieri
  • Palazzo Tinnirello
  • Villa Vacirca
  • Villa Camiolo
  • Villa Iacona-Gallo
  • Palazzo Conti
  • Casa Guariglia
  • Palazzo Buscemi (via Regina Margherita)
  • Palazzo Malerba (via Buonarroti)
  • Palazzo La Rosa
  • Palazzo Spinello
  • Palazzo Polizzi (via Samperi)
  • Palazzo Costa
  • Palazzo Buscemi (via XX settembre)
  • Palazzo Polizzi (via XX settembre)
  • Palazzo Fragale (via XX settembre)
  • Palazzo Fragale (via Rossini)
  • Palazzo Crescimone (via Umberto I)
  • Palazzo Galasso
  • Palazzo Buscemi (via Popolo)
  • Palazzo Crescimone (via Umberto)
  • Villa Samperi
  • Casina Samperi
  • Villa Gualato
  • Palazzo Disca
  • Casa Iacona
  • Casa Stizza
  • Casa Malerba
  • Casa Masaracchio
  • Casa Romano
  • Villa Gioconda
  • Villa Fragale
  • Fontana Madonna SS. del Bosco
  • Cimitero monumentale

Belvedere

Panorama dal Belvedere

Panorama dal Belvedere

IlBelvedere (anticamente Tunnu) è una terrazza panoramica che offre una magnifica vista sulla piana di Gela e sulla vallata del fiume Maroglio. È uno dei più bei panorami della Sicilia. Fu costruito in stile barocco, all’inizio del XIX secolo, ed è a forma rotondeggiante contornata da ringhiera e panche in ferro battuto. Rappresenta la meta finale della passeggiata nel centro storico.

Scalinata del viale Angelo D'Arrigo

Scalinata del viale Angelo D’Arrigo

Nella zona sottostante al belvedere hanno recentemente costruito un viale dedicato all’aviatore italiano Angelo D’Arrigo, offrendo sempre di più una vista panoramica sulla piana di Gela.

Siti archeologici

In contrada Pitrusa, alle pendici di Niscemi, si trova un sito archeologico di epoca tardo antica. Sono stati ritrovati i bolli su anfora deiPraedia Galbana , poderi che appartenevano allo stato e che al loro interno erano stanziati magazzini annonari. Rimangono odiernamente i resti di una Mansio, ovvero una stazione di sosta (età imperiale), gestita dallo Stato per i viaggiatori. Accanto alla mansio sorgeva una stazione per il cambio dei cavalli. Si pensa esistesse un’antica strada, che portava alla contrada Piano Camera, altra zona archeologica. I recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce un complesso termale, sempre in contrada Petrusa. Secondo gli archeologi sono ben visibili e riconoscibili il calidarium (parte delle terme destinate ai bagni caldi o ai bagni di vapore) con il forno di combustione, un vasto vano di tepidarium (parte delle terme destinate ai bagni tiepidi) e le suspensura (pilastri a base quadrata che fungevano da sostegno al pavimento) che spargeva il calore sotto il pavimento, potendo riscaldare così l’acqua.

Aree naturali

A Niscemi è presente un’area naturale protetta della Regione Siciliana denominata Sughereta. La Riserva sorge a 330 m s.l.m., nella parte meridionale dell’altopiano su cui si colloca il centro abitato e costituisce e, assieme al Bosco di Santo Pietro di Caltagirone, il residuo di quella che un tempo era la più grande sughereta della Sicilia centro-meridionale.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere

A Niscemi è presente una folta comunità straniera fin dalla fine degli anni ottanta, principalmente proveniente dai paesi dell’area nordafricana (Tunisia e Maroccoprincipalmente), ma anche da Romania, Polonia e Cina.

Lingue e dialetti

Oltre alla lingua italiana ufficiale, a Niscemi si parla la lingua siciliana nella sua variante metafonetica sud-orientale. Altre lingue parlate, ma poco diffuse, sono l’arabo, ilfrancese (parlate principalmente dalla comunità nordafricana).

Istituzioni, enti e associazioni

Centro socio culturale

La costruzione del Centro socio culturale fu avviata sul finire degli anni novanta in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Intestato, nel 2007, alla memoria dell’ex sindaco Totò Liardo, scomparso prematuramente tre anni prima attualmente è sede di uffici comunali e sale multimediali.

Associazione Maria SS. del Bosco

Istituita nel 1879, con il nome Società della Madonna, si è retta su uno statuto originario aggiornato nel 1913 dal vescovo monsignor Mario Sturzo. Storicamente composta da soli uomini, denominati fratelli della Madonna, si occupa di promuovere il culto e le manifestazioni in onore della Madonna.

Cultura

Biblioteche

A Niscemi è presente una biblioteca comunale. Originariamente collocata in via Vacirca, nel 2006 è stata trasferita in via IV novembre, in un edificio risalente al XIX secolo. Sono presenti circa 16.000 volumi catalogati. La biblioteca è intitolata alla memoria di Mario Gori.

Musei

Sono presenti due importanti musei: il Museo della Civiltà Contadina ed il Museo Didattico di Storia Naturale.

Il Museo della Civiltà Contadina ripercorre la civiltà contadina di Niscemi. I pezzi che vi sono racchiusi sono stati donati da alcuni cittadini al Lions Club locale che ha provveduto a catalogarli. Attualmente dei circa 2.000 pezzi presenti, la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta, con proprio decreto, ne ha vincolati oltre 650. Un’ala del museo è adibita a sala conferenze ed ospita una periodicamente eventi culturali che vedono partecipi i cittadini niscemesi.

Il Museo Didattico di Storia Naturale nasce nel dicembre del 1989 allo scopo di rendere noti gli aspetti geografici e naturalistici dell’area della Sicilia centro-meridionale ricadente per buona parte nel territorio della bassa provincia nissena e compresa tra i fiumi Salso e Dirillo, rispettivamente ad ovest ed est, e a nord limitata da corsi d’acqua minori (torrente Braemi e Nociara, fiume dell’Elsa e del Tempio). Essa comprende ecosistemi ed emergenze floristiche e faunistiche che hanno giustificato la creazione di alcune riserve naturali, come la locale Sughereta, il Bosco di Santo Pietro e il Biviere di Gela. Di suddetta zona è stata raccolta una grande messe di dati di ordine geografico, geologico, paleontologico, faunistico e floristico, che unitamente a reperti ritrovati sul campo o ricevuti in dono, ha costituito oggetto delle varie unità ostensive. Il Museo, inizialmente gestito dalla locale sezione WWF, è passato in gestione, nel 1995, al Centro Educazione Ambientale.

Scuole

È presente a Niscemi l’Istituto di Istruzione Superiore Leonardo da Vinci. Sorto nel 1970 come Liceo Scientifico, negli anni successivi ha arricchito la propria offerta formativa aprendo prima l’indirizzo linguistico, poi quello socio-psico-pedagogico e negli ultimi anni l’istituto tecnico commerciale e l’istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente.

Arte

L’artista più noto a Niscemi è stato il pittore Giuseppe Barone. Originario di Caltagirone, ma niscemese di adozione, nel 1927 dipinse le quattro tele a medaglione del Santuario SS. Maria del Bosco, raffiguranti vicende legate alla devozione verso la Madonna del Bosco e, nel 1929 una tela raffigurante la Madonna, collocata nella Cappella dell’acqua Santa. Delle tele dipinte, una raffigura la città di Niscemi durante il terremoto del 1693.

Cucina

Tipiche esclusivamente di Niscemi sono le cosiddette mpanate e i piruna. Le prime sono sfogliate di cavolfiori mentre le seconde di spinaci. Differiscono dalle cosiddettescacce, tipiche del circondario ed in particolare della provincia di Ragusa, perché hanno la particolarità che il ripieno viene collocato crudo nell’impasto, prima di essere infornato. Inoltre le mpanate sono costituite da una pasta sfoglia sottilissima, probabilmente d’influenza orientale, lavorata sapientemente ed accuratamente.

Eventi

L’evento principale della città di Niscemi è la Festa della Madonna. Anticamente veniva celebrata la terza domenica di agosto di ogni anno, ma negli ultimi decenni nella seconda domenica dello stesso mese. Durante la prima domenica di agosto il quadro della Madonna viene portato in processione dal Santuario di SS. Maria del Bosco alla Chiesa di Santa Maria d’Itria.

Durante il mese della Madonna che si sviluppa tra il 21 aprile ed il 21 maggio di ogni anno, sempre il quadro della Madonna viene portato in processione tra le due principali chiese della città.

L’11 gennaio di ogni anno, inoltre, viene organizzata un’ulteriore processione, analoga a quelle classiche che coinvolgono il quadro della Madonna, in occasione della ricorrenza del tragico terremoto del 1693.

Di rilevanza provinciale anche la Sagra del Carciofo, organizzata annualmente, tra i mesi di marzo e aprile, e che coinvolge gente da tutto il circondario del paese.

Personalità legate a Niscemi

  • Mario Gori (1926 – 1970), poeta.
  • Angelo Marsiano (1926 – 1993), storico e scrittore.
  • Tommaso Masaracchio, rivoluzionario.
  • Vincenzo Crescimone, filosofo.

Geografia antropica

Suddivisioni storiche

Il comune di Niscemi è suddiviso in 28 quartieri storici e di recente urbanizzazione.

  • Madrice
  • Vacirca
  • Sante Croci
  • Canale
  • Sperlinga
  • Trappeto
  • Firriato
  • Macello
  • Piano Mangione
  • Poggio Placenti
  • Pirillo
  • Canalicchio
  • Poggio Tripoli
  • Serbatoio
  • Vascelleria
  • Fico Scibona
  • Poggio Madrice
  • Scoperto Maugeri
  • Carbone
  • Spasimo
  • Cimitero Vecchio
  • Cimitero Nuovo
  • Purgatorio
  • Madonna
  • Grazie
  • Addolorata
  • S. Antonio
  • S. Giuseppe
Scorcio di Via Li Causi

Scorcio di Via Li Causi

Quartiere Sperlinga

Quartiere Sperlinga

Il quartiere periferico Sperlinga è situato nell’area a Nord-Est della città ed è abitato da circa 4000 abitanti. Si snoda tra la via Aldo Moro, collegata alla via Mario Gori, e la via Pier Santi Mattarella, da cui, si perviene ai quartieri Fico Scibona e Serbatoio. Il quartiere ha avuto una notevole espansione urbanistica a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta. Attualmente è contraddistinto da uno stato di degrado, infatti sono presenti numerose discariche abusive a cielo aperto. In gran parte del quartiere le strade non sono asfaltate e sono assenti i marciapiedi, oltre che la segnaletica verticale ed orizzontale.

Economia

Agricoltura

L’economia del paese è prevalentemente di tipo agricolo. Fra i prodotti più coltivati vi sono carciofi, pomodori, uva e olio di oliva. La produzione del carciofo costituisce il perno dell’economia niscemese: esso viene sponsorizzato e pubblicizzato in una sagra annuale (Sagra del Carciofo), che si tiene con cadenza annuale tra il mese di aprile ed il mese di maggio.

Turismo

Il turismo a Niscemi non è molto sviluppato. Il massimo dell’affluenza turistica, che coinvolge comunque cittadini provenienti dalla provincia di Caltanissetta e dalla vicina provincia di Ragusa, si ha in occasione della Sagra del Carciofo e della Festa della Madonna. Per consentire la permanenza dei turisti, sono state costituite delle aree apposite predisposte per il camping.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Niscemi non è direttamente collegata a nessuna arteria stradale statale. La SS 117 bis, che collega la vicina Gela con Enna è raggiungibile unicamente attraverso la SP 12 della provincia di Caltanissetta, ma non dalla SP 10, che attraversa il comune lungo il viale Mario Gori, attualmente chiusa al transito in quel tratto. La SS 115 è invece raggiungibile, nel tratto che collega Gela con Vittoria, con la SP 31 e la SP 11. Il confinante comune di Caltagirone è invece raggiungibile attraverso la SP 10, proseguendo poi unicamente per la SP 227 della provincia di Catania, non per la SP 39i in quanto anche quest’ultima è chiusa al transito a causa del crollo di un’arcata del ponte della ferrovia che l’attraversa[8]. Le strade provinciali SP 10, SP 11 e SP 12 sono, dunque le arterie stradali principali a cui la città di Niscemi è collegata, ma esse s’interecano con ulteriori strade provinciali secondarie, utilizzate principalmente dai proprietari terrieri, che versano in uno stato di totale abbandono.

La città è collegata attraverso i servizi di autolinee dell’azienda Etna Trasporti ai comuni di Gela, Caltagirone e Catania, ma non è presente un’autostazione.

Ferrovie

A Niscemi sono presenti tre stazioni ferroviarie, una centrale ed altre due al di fuori del centro urbano ma attualmente dismesse: la Stazione Vituso e la Stazione Priolo Soprano. L’unica linea ferroviaria che attraversa la città è la Catania-Caltagirone-Gela nel tratto tra Caltagirone e Gela ma è attualmente non in uso a causa del crollo di un ponte tra Niscemi e Caltagirone. Le Ferrovie dello Stato coprono il percorso ferroviario attraverso un servizio sostitutivo mediante autobus. Il tratto di linea ferroviaria tra Caltagirone e Gela era stato inaugurato nel 1979, ma è dismesso dal 2011.

Mobilità urbana

Il mezzo di trasporto più usato è l’automobile, mentre l’unico mezzo pubblico è l’autobus, non molto utilizzato. È presente un’unica linea, la cui fermata principale è in via XX Settembre, in prossimità di Piazza Vittorio Emanuele III, ed è gestita da un’azienda di trasporti privata.

Sport

Calcio

La squadra più importante di Niscemi è il Real Niscemi che milita nel campionato regionale di Promozione. Le partite di casa sono giocate presso lo stadio comunale in contrada Ponte Longo.

Parapendio

Parapendio Angelo D'Arrigo

Parapendio Angelo D’Arrigo

Nella zona sottostante tra il belvedere e il quartiere Sante Croci vi è situata una piccola sede per appassionati di parapendio. La sede è stata dedicata all’aviatore italiano Angelo D’Arrigo recentemente scomparso.

(fonte wikipedia.it)

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